Cosenza: Zanicchi, Clery e Bouchet in “Donne in cerca di guai”

Barbara Bouchet, Iva Zanicchi e Corinne Clory in scena
COSENZA – “Questo teatro è meraviglioso. Accidenti è un pugno allo stomaco!!!” si sente echeggiare Iva Zanicchi appena avvista il palcoscenico, dove a breve interpreterà “Martine”, una delle protagoniste della commedia brillante “Donne in cerca di guai”, tra i titoli più attesi della Stagione di prosa 2015/2016 del teatro “Alfonso Rendano” di Cosenza, sold out ormai da mesi. La sua voce è inconfondibile, cosi come il suo approcciarsi allo staff e ai giornalisti, che l’attendono divertiti mentre, vestita in total black con gli immancabili occhialoni scuri e capelli leggermente arruffati, ammira il rosso e l’oro dell’elegante teatro bruzio di cui i cosentini sono enormemente orgogliosi.
Raggiungono “l’Aquila di Ligonchio”, le altre due coprotagoniste della pièce, indiscusse icone del cinema, della televisione e del teatro italiano ed internazionale: la bionda e ancora bellissima Barbara Bouchet, e la sensuale e divertente Corinne Clery. Proprio la Clery è la deus ex machina di tutto questo “pasticcio”. Otto anni fa a Parigi rimase folgorata dalla commedia, tratta da “Les Amazones” di Jean-Marie Chevret – che affronta il tema della solitudine delle quarantenni single, ma anche quello dell’omosessualità – e ne ha acquistato i diritti, così insieme al regista Nicasio Anzelmo hanno creato il giusto adattamento per l’Italia.
“Con questa commedia mi sono concessa un bel regalo – ci racconta la Clery – il nostro adattamento è un po’ diverso da quello originale, perché siamo più grandi delle protagoniste francesi e, a detta dell’autore, funziona meglio perché siamo delle milf (acronimo tratto dal linguaggio gergale anglo-americano che indica l’espressione di registro volgare: Mother I’d Like to Fuck e designa generalmente donne adulte fra i 35 e i 50 anni considerate sessualmente appetibili da uomini più giovani, ndr) ed è quindi più attuale. Le donne si riconoscono nelle tre amazzoni e noi siamo tutte e tre bene amalgamate, ognuna con un ruolo diverso accomunate da una grande solitudine. La cosa che mi piace sottolineare è che in Francia l’omosessualità è percepita da anni come una condizione “normale” e vorrei che anche gli italiani si abituassero alla normalità dell’essere omosessuali” conclude l’affascinate Corinne.
“Donne in cerca di guai” sin dal suo debutto circa un anno fa, e con oltre cento repliche, sta riscuotendo un successo strepitoso. La commedia parla di Martine (Zanicchi), piantata senza pietà dal marito dopo trent’anni di matrimonio, che si imbatte in un periodo di totale decadimento fisico ed emotivo e si consola con cibarie di ogni genere. “Sono una giovane debuttante – dice sorridendo Iva Zanicchi – io sono da sempre una cantante e mi cimento per la prima volta nel ruolo di attrice comica. È un personaggio che mi piace molto, anche se non mi somiglia granché, è una donna abbandonata dal marito e fa di tutto per riconquistarlo e, quando riesce nell’intento, lei non lo vuole più!” conclude con una certa soddisfazione la Zanicchi.
A lanciare la “corda” a Martine per ricominciare a vivere, sono le sue amiche di sempre, Micky (Bouchet) un’algida donna manager che finge di essere “risolta” e Annie (Clery), una bomba sexy che non ha nessuna intenzione di appendere la lingerie al chiodo, che decidono di andare a vivere con lei. “Io sono quella che mette in riga le altre due, la donna manager che nel corso della sua vita si è dimenticata di innamorarsi, di avere figli. Ora, arrivata ad un punto della sua vita, ad una età importante, avverte la mancanza di qualcosa che non ha” aggiunge Barbara Bouchet.
Ma non è finita qui, in una stamberga sopra il movimentato appartamento di Martine, abita Mirò, studente gay interpretato da Giovanni Di Lonardo, che condivide molto tempo con le tre “amazzoni”. Tutto sembra scorrere tranquillamente, fino a quando, un ospite inatteso, l’aitante e giovane Guilleme, Nicola Capuano – definito “superficie eroticamente utilizzabile” da Martine, e che durante lo spettacolo la Clery tenta continuamente di “smutandare”, suscitando inevitabilmente l’ilarità del pubblico in sala – piomba in casa portando scompiglio nella rodata routine al femminile.
Nei due atti dello spettacolo, incorniciati da una scenografia che ha ben riprodotto un tipico e grazioso appartamento parigino, le tre protagoniste vivono la loro quotidianità, tra risate liberatorie, calici di vino, mise notturne improponibili con enormi pantofole-peluche e pianti senza pietà. Non si fanno di certo mancare spietate e necessarie prese di coscienza con lunghi abbracci consolatori. Forse è proprio questa la chiave del successo di “Donne in cerca di guai”, il rappresentare in maniera estremamente ironica le miserie sentimentali del genere umano, i finti appagati e il costante inesorabile desiderio di brio, di erotismo, di voglia di sedurre e di lasciarsi sedurre, ma soprattutto il totale desiderio di essere amati. Il pubblico del “Rendano” ha apprezzato molto, questo incastro di ruoli e di sentimenti regalando ai protagonisti a fine spettacolo un lungo e caloroso applauso.
Raffaella Santoro